Nuvolosità Variabile: una mamma 2.0 e do it yourself

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Nuvolosità Variabile: una mamma 2.0 e do it yourself

testo e illustrazione di Enrica Mannari.

Nuvolosità Variabile è il nome del tuo blog. Raccontaci come e perché è nato.

Stretta nel ruolo di mamma bis full time, volevo trovare una “stanza tutta mia”, un cuscino pungiball diciamo, dove dichiarare senza timori che diventare mamma mi aveva fatta sentire in ostaggio, che ero caduta in uno stato emotivo di “nuvolosità variabile” ma che volevo condividere insieme a molte altre persone che, come me, madri o non, cercassero COME spostare le nuvole, come soffiarle lontanouna sperata leggerezza, insomma.

Volevo creare il mio autorizzato spazio di crescita, confronto e ritmo non bambino, o almeno non solo, e posso dire che ci sono riuscita.

 

Il blog è diventato il mio modo per darmi tregua, per starmi vicina, per coccolarmi e darmi una personale interiore autorizzazione a un momento di tempo dedicato, un appuntamento più o meno giornaliero con la costanza e la cura di uno spazio mio, di un salottino dove coltivare i miei interessi e diffonderli, condividerli creando un flusso di energie e di risposte prezioso e appagante.

Nuvolosità Variabile è anche un libro a me caro, che mi ha confermato che non siamo solo la somma delle nostre radici ma anche di tutte quelle biglie che incrociamo, con cui ci sfioriamo senza fermarci  o con cui ci fermiamo, di tutti quegli alcuni di cui facciamo tesoro ed esperienza.

Da dove nasce la tua passione per il DIY? E come si concilia con quella per il web?

Nasce dalla me bambina, dagli intrugli di fiori, fango, bastoncini e ghiande da streghetta, dalla Sarocchia Pannocchia che passava le giornate con un babysitter che le regalava i Caran d’Ache e i colori per vetro, con un nonno tenore e una mamma che inventava poesie e rime con me, disegnava paesaggida un’infanzia un po’ travagliata ma molto stimolata e colorata.

Poi la passione creativa come un semino crebbe, divenni educatrice di infanzia, e la scatenai nei laboratori creativi con i bimbi, nei vestiti, nella casa.

Il DIY si nutre del web, vi trova ispirazione, voce, diffusione, formazione, e talvolta anche finanziamenti. La rete è una risorsa impareggiabile per chi coltiva piccoli grandi business creativi, crea flussi inattesi e permette di tenere misura del tuo crescere!

La Creatività per me è uno stile di vita. Ci farò una maglietta prima o poi. <3

Un marito, 3 figli e il lavoro da community manager per ALM. Sei magggica?

Parimpampummi avete scoperta, sono la Creamy de noartri!

Paradossalmente più sei donna più fai meglio la madre e la moglie.

Tutti a ripetermi “Che fortunata, lavori da casa!” e lo ammetto, non dover quotidianamente accelerare i ritmi dei bimbi per i miei è un lusso, ma non staccare mai pesa.

Lavorare ti arricchisce, ti elettrizza, ti apre, ti stanca anche, ma ti nutre, e quel nutrimento esterno lo riversi poi nel tuo quotidiano.

Le tue giornate perdono quel grigiore e quella monotonia dati dalla ripetitività alienante.

Il mio post parto migliore è stato quello odierno, con Leonardo, perché sono molto più donna del primo post parto in cui ero sola mamma e moglie.

Essere community manager di una piattaforma on line è davvero stimolante ed entusiasmante. Quotidianamente scopri nuovi mondi creativi così ben progettati e realizzati che ti si apre il cuore. Scopri soprattutto donne tra i 30 e i 45 anni che si reinventano con quel guizzo e quella tenacia tipicamente “femminili” e tu le affianchi, le stimoli, offri loro formazione e consigli. Cresci con loro insomma.

3 creative che ci consigli di seguire su Instagram.

Patamaga perché mi scatta unimmediata immedesimazione (ha 3 biondissimi bellissimi figli) e una voglia irrefrenabile di customizzare la qualunque e di mettere più colore nelle nostre barba-giornate.

Giui perché è un’amica speciale, sanguigna diciamo (a lei il mio servizio fotografico pancia munita e una lettera a Leonardo indimenticabile) e come lo guarda lei il quotidiano è poetico e autentico, come lei!

Faccio e Disfo perché è uno dei business creativi che ho visto crescere e qualificarsi a step, sempre di più, perché il suo Instagram è riconoscibile e così still life da non sembrare italiano (Yokoo Gibran docet!) e perché lei ha salvato un pezzo di me.

Sono tutte italiane perché credo fortemente nel made in Italy e sono tutte amiche!

Cosa vorresti fare da grande?

Nella realtà la Social Media Manager e la Travel Blogger. Nei sogni vorrei sfilare per Giorgio Armani ed essere una fighissima platinata rock star! Troppo Jem e Saranno Famosi?!

Che rapporto hai con i social network?

Mi incuriosiscono, mi intrippano, ne sono talvolta felicemente dipendente (Instagram ), mi spaventano a volte, per questo scelgo di studiarli e padroneggiarli a mia misura.

Lavorativamente sono un mezzo potente e sempre più aziende se ne stanno accorgendo. Per il mio ambito lavorativo sono preziosissimi e soprattutto quelli VISIVI  diventano una forma pubblicitaria indiscussa e da saper usare bene.

Meglio online o offline?

Non posso più pensare a una vita totalmente offline, non sarei sincera. Cerco ancora la corrispondenza tra online e offline nelle persone con cui mi incrocio  e talvolta l’ho trovata e conservata (vedi Pirati e Sirene) ma sento che abbiamo tutti più bisogno di realtà, di silenzi condivisi e di offline autentici.

Io i miei offline li ho e me li vorrei curare di più.

Anche per qualificare il nostro lavoro come A little Market e differenziarlo, abbiamo scelto di “metterci la faccia” noi e i nostri rappresentanti regionali, di puntare molto sull’offline con incontri, workshop, mercatini da noi sponsorizzati.

L’offline unisce, motiva, stimola, e tutto ciò poi lo si riporta nell’online.

Pirata o Sirena?

L’immagine della Sirena ammaliante, rossa dagli occhi verdi con la coroncina di fiori in testa (mio must have da sempre) e la coda di pinne glitterate, luminescenti e molto kitsch, di disneyana memoria, mi garba assai. Sarà che ho fatto pace con la me “seduttiva”, consapevole e presente a se stessa. Ma vi assicuro che mi piacerebbe molto trasformare questa dolce lolita sirena in una piratessa rockeggiante, un po’ gothic, audace e tosta, determinata e tenace come mi sento di essere diventata da quando sono mamma.

www.nuvolositavariabile.com

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