Pretty in Mad: Una storia di borse, borsette, web e determinazione

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Pretty in Mad: Una storia di borse, borsette, web e determinazione

testo e illustrazione di Enrica Mannari.

Lei si chiama Erika Rossin, ma tutti (o molti) la conoscono con il nome del suo brand tutto fatto a mano: Pretty in Mad.

 

In questi ultimi mesi il suo progetto ha spopolato sulla piattaforma di crowfounding Eppela, ed è la dimostrazione vivente che determinazione, onestà e web possono lavorare insieme dando vita a grandi cose che nascono piccole ma preziose.

Sono mesi ormai che la seguiamo su Instagram e sappiamo molto del suo percorso di questi ultimi tempi, ma abbiamo voluto approfondire e abbiamo chiesto ad Erika di parlarci degli inizia della sua carriera, di come si è sviluppata e di quanto il web sia importante per lei.

Dove come e perchè è iniziato tutto?

La risposta più semplice da dare e la più scontata sarebbe è cominciato tutto per caso, ma a conti fatti, se mi guardo indietro, mi rendo conto che non è affatto così!

Era da molto tempo che volevo produrre e vendere qualcosa di mio.  Ovviamente ci vuole tempo perché le idee arrivino a diventare realtà. Devono sedimentare per poi tradursi piano piano in qualcosa di concreto.

Aprii uno shop online per vendere bijoux e cartoline con  foto scattate da me su pellicola. Un disastro. Poi il fato volle che il negozio in cui lavoravo chiudesse, così ho avuto il tempo per riflettere su ciò che volevo fare e ho iniziato i primi approcci con il cucito. Sono passata dai bijoux alle pochette.

Per due anni destate ho avuto un impiego stagionale. Poi durante linverno, con la sicurezza datami dai risparmi del lavoro estivo, mi dedicavo al mio small business.

Piano piano il mio piccolo brand è cresciutoe oggi siamo qui. ^_^

Quando hai capito che potevi dedicarti interamente al tuo progetto?

Ho capito che potevo dedicarmici a tempo pieno quando, Ottobre 2014, finito il mio impiego stagionale, mi sono buttata a capofitto nel mio progetto e ho fatto un piccolo boom di vendite.

I fatturati raggiunti nei mesi precedenti a Natale non sono più riuscita a replicarli, ma mi sono detta che se era successo una volta poteva succedere ancora; mi sono per la prima volta resa conto che non era IMPOSSIBILE e ho pensato che magari dandomi da fare moltissimo e cercando di adottare una strategia avrei davvero potuto farla diventare unattivà!

 

Da hobbista a libero professionista con P.IVA cosa è cambiato?

È cambiato il mio modo di pensare e di conseguenza  è cambiato il mio approccio riguardo al lavoro, alle collaborazioni e anche alla concorrenza.

Non ho più quella sorta di imbarazzo che cè sempre quando ti chiedono Che lavoro fai?. Mi sento sicura di me stessa e so che posso urlare ai quattro venti che questo è il mio lavoro.

Posso prendere in considerazione collaborazioni o rifiutarle: adesso che sono sulla piazza non vedo qualsiasi offerta come un favoreprima un po la vivevo in questo modo. Oggi so di avere il diritto e il dovere di scegliere ciò che è meglio per me.

Per quanto riguarda la concorrenza è ancora più semplice: ora punto in alto e guardo solo chi come me è sul mercato, e gli hobbisti, o comunque chi la partita IVA non ce lha, mi interessano relativamente perché non costituiscono una vera e propria concorrenza, non hanno le opportunità che ho io e non sarebbe un gioco alla pari.

Dal punto di vista professionale è cambiato il fatto che non devo più accontentarmi. Posso veramente fare tutto quello che voglio, se ne ho lopportunità.

Ho già dato lesclusiva su Ferrara per i miei articoli a una boutique deliziosa che si chiama Vanilla Charming Room. Spero di espandermi presto ad altre città! Vedere i miei accessori in vetrina fa sempre effetto e dà una grande soddisfazione!

Quindi, in sostanza, da hobbista a libero professionista è cambiato TUTTO.

Raccontaci comè andato il tuo crowfounding su Eppela e se lo rifaresti.

La campagna su Eppela è stata unesperienza meravigliosa, oltre ogni aspettativa; per riallacciarmi alla domanda precedente, posso ben dire che questa è unaltra di quelle cose che ho potuto fare grazie al fatto che ho aperto partita IVAcome dicevo, posso urlare al mondo ciò che faccio senza paure o restrizioni!

Dicevamo, è andata benissimo! La risposta della mia community è stata grandiosa, non solo in termini di donazioni (ho raggiunto il doppio della cifra che avevo chiesto) ma anche per quanto riguarda lentusiasmo che si è sviluppato attorno a questa campagna e che ha trascinato tutti in un vortice di euforia man mano che il capitale aumentava!

Ho scoperto il sostegno vero e sincero, quello senza tanti fronzoli, quello fatto per la gioia di contribuire. È una cosa stupenda.

Lo rifarei perché credo che intraprendere questa campagna sia stata una delle decisioni migliori prese questanno, non tanto per i soldi (che per carità, confesso che quando penso a una macchina da cucire che non si inceppa cucendo vegan leather e alla registrazione del marchio, mi vengono i lacrimoni) ma soprattutto per la carica emotiva che questa esperienza mi ha dato. È come se uno per uno i miei sostenitori mi avessero detto credo in te così tanto da darti un pezzettino di me, perché credo fermamente che avrai successo e voglio in qualche modo sentirmi parte di questa gioia, aiutandoti per quel poco che posso. Esiste qualcosa di più meraviglioso? Io credo di no.

Dacci tre dritte per portare avanti una buona campagna di crowfounding.

Premetto che non sono unesperta e non ne so molto, ciò che posso consigliare è in base alla mia esperienza diretta, che per mia fortuna è stata molto felice.

1) Lancia una campagna solo per un obiettivo a cui tieni veramente e che ti appassiona perché solo così potrai essere VERO e parlare con il cuore a chi dovrà sostenerti. Buona parte della mia fortuna lha fatta il video , girato di getto e senza strategie in cui, a mio avviso, traspariva emozione e determinazione.

Tutti questi sentimenti hanno bucato lo schermo e hanno colpito in pieno petto molte delle persone che lo hanno guardato. Sii te stesso, sii appassionato, fai capire che ci tieni da morire.

2) Decidi la cifra che ti serve, tenendo conto delle spese che dovrai sostenere se la campagna va in porto, ad esempio i materiali per le ricompense e le spese di spedizione. Nel decidere quali ricompense offrire tieni presente che chi ti sostiene vorrà sentirsi speciale, quindi unedizione limitata a mio avviso è la scelta giusta: sarà un ricordo che potranno portare con sé per sempre!

3) Una volta lanciata la campagna cerca di condividere il tuo entusiasmo con la tua community e fai in  modo che le persone che ti seguono si sentano parte dellevento; parla come se il progetto non fosse solo tuo ma di tutti coloro che ti stanno sostenendo, è importantissimo! Anche se non faranno una donazione magari condivideranno la campagna sui social o ne parleranno con gli amici, e già questo fa tanto!

Quanto hanno influito i social network nella tua vita professionale?

Parecchio direi. Senza social suppongo che Pretty in Mad sarebbero solo tre paroline tatuate sul mio braccio come ricordo prima di lasciare Manchester per sempre.

E invece sono diventate prima un blog e ora addirittura un brand indipendente di accessori handmade (e presto saranno un marchio registrato! Lo dico ma ancora non ci credo!)

I social sono uno strumento molto potente che offre, a piccole realtà come la mia, la possibilità di farsi notare. Ovviamente bisogna saperli usare nel modo giusto. Personalmente non sono una vera e propria ninja sullargomento, ma con lesperienza e le letture adatte sto migliorando e mi ritengo soddisfatta di come sto andando.

Meglio online o offline?

Sarei ipocrita a snocciolare la solita ovvietà che vedere le persone dal vero è meglio, che i rapporti online sono più freddi, che è più importante vedersi dal vivo. Quella è una cosa ovvia. È chiaro che se una persona che conosco sul web mi va a genio, la sento spesso e mi ci affeziono, mi va di conoscerla di persona ed è meraviglioso incontrarsi.

Io parlo della mia vita quotidiana: sto bene a casa con i miei gatti e mio marito, thats all!

Pirata o Sirena?

Con questi capelli? E me lo chiedete pure? SIRENA OVVIAMENTE!

www.prettyinmad.com

instagram.com/prettyinmad

ps: Ti piacciono i ritratti vettoriali di Enrica? Inviaci unemail a info@piratiesirene.it e ti diremo come poter avere il tuo, quello per tuo figlio, il tuo uomo o la tua amica del cuore!

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